martedì 2 febbraio 2010
Stanchezza
Aiutami Signore,sono stanco dentro,di lottare con la vita,questa precarietà mi avvelena il cuore,uccide i miei sogni e le speranze,annulla ogni progetto,ti fa' correre col fiato corto,sto' perdendo il coraggio,la stima e la fiducia,il futuro come un'ombra lunga tagliata dal tramonto,stringo i denti da troppo tempo ormai che la faccia sta' diventando una smorfia che devo trasformare in un sorriso quando torno a casa dai miei angeli,per non trasmettere loro l'angoscia,per lasciarle piccole il più a lungo possibile,fino a quando la mia schiena non si piega fino a terra loro devono essere serene e ignorare il terrore del padre riguardo la miseria e l'approssimazione...Aiutami ti prego mio Signore.
mercoledì 27 gennaio 2010
Sfogo di un Precario
Precario, momentaneo, temporaneo, passeggero, provvisorio, transitorio insicuro incerto, dubbio instabile problematico caduco, effimero, e poi malsicuro traballante revocabile,questi sono i sinonimi dal vocabolario e continuano con accezioni moderne come:a tempo determinato, licenziabile, lavoratore temporaneo; invece sempre dal vocabolario i contrari così rassicuranti come:durevole, sicuro, certo, indubbio, stabile fisso definitivo e poi, fermo bloccato fissato immobile irrevocabile e inamovibile,confermato! Dopo tanti anni la precarietà diventa uno stato interiore, la mancanza di equilibrio ti fa vivere in una continua tensione, rimani così immobile per non cadere nell'abisso, non puoi fare progetti, né immaginare vacanze, perché ogni tre mesi per i più fortunati un anno, la tua vita lavorativa si interrompe, e non maturi nulla, tutto viene liquidato insieme alla tua dignità, ed è un sistema perverso che travolge tutto, gli affetti, le amicizie, persino le cose più elementari, come la cura dei denti o la salute, vengono meno in quanto ogni volta che inizi da capo non hai mai il tempo o i diritti necessari a curarti.
Dopo tanti anni di lavoro temporaneo, sembra quasi che la realtà è quella, ed è questa la follia, quando sei inserito in realtà lavorative grandi vedi i tuoi colleghi più fortunati con un contratto stabile, hanno un'energia diversa dalla tua, parlottano, sorridono, parlano di palestre, o di corsi di lingue, o della partita a calcetto, la normalità, tu invece, se un lavoratore di serie B, i tuoi diritti apparentemente uguale ai loro sono solo sulla carta, ma nella realtà tu devi fare attenzione ad ammalarti, a farti male, devi sempre correre, devi sempre dare il massimo, devi sempre farti conoscere farti apprezzare e non basta mai.
È così passa la vita,tre mesi per tre mesi, le tue bambine crescono,la tua fatica sempre maggiore, per poter assomigliare agli altri, per qualcosa che è un tuo diritto,devi sempre tribolare, a ogni scadenza di contratto con l'ansia che ti prende e non ti lascia. Credo che chi non vive questa situazione faccia fatica a capire, perché lavorare dovrebbe essere una cosa normale, non un bene che devi conquistare tutti i giorni che ha fatto Dio.
Io invece lo ringrazio Dio, per la forza che mi ha dato, per le mie bimbe, per mia moglie e la sua infinita pazienza, nel tirarmi su ogni volta che la mia autostima si frantuma contro l'ennesimo rifiuto l'ennesima fatica l'ennesima azienda che ti spreme come un limone, per poi sostituirti con un ragazzo al quale può proporre un contratto di apprendistato. Questa è l'Italia, questa madre che non amo più.
Dopo tanti anni di lavoro temporaneo, sembra quasi che la realtà è quella, ed è questa la follia, quando sei inserito in realtà lavorative grandi vedi i tuoi colleghi più fortunati con un contratto stabile, hanno un'energia diversa dalla tua, parlottano, sorridono, parlano di palestre, o di corsi di lingue, o della partita a calcetto, la normalità, tu invece, se un lavoratore di serie B, i tuoi diritti apparentemente uguale ai loro sono solo sulla carta, ma nella realtà tu devi fare attenzione ad ammalarti, a farti male, devi sempre correre, devi sempre dare il massimo, devi sempre farti conoscere farti apprezzare e non basta mai.
È così passa la vita,tre mesi per tre mesi, le tue bambine crescono,la tua fatica sempre maggiore, per poter assomigliare agli altri, per qualcosa che è un tuo diritto,devi sempre tribolare, a ogni scadenza di contratto con l'ansia che ti prende e non ti lascia. Credo che chi non vive questa situazione faccia fatica a capire, perché lavorare dovrebbe essere una cosa normale, non un bene che devi conquistare tutti i giorni che ha fatto Dio.
Io invece lo ringrazio Dio, per la forza che mi ha dato, per le mie bimbe, per mia moglie e la sua infinita pazienza, nel tirarmi su ogni volta che la mia autostima si frantuma contro l'ennesimo rifiuto l'ennesima fatica l'ennesima azienda che ti spreme come un limone, per poi sostituirti con un ragazzo al quale può proporre un contratto di apprendistato. Questa è l'Italia, questa madre che non amo più.
giovedì 2 luglio 2009
Ventimilalire sotto i peri
Era tutto il giorno che stava seduto su quel muretto,aveva seguito la lunga parabola del sole annoiato di Agosto,spietato sull'asfalto di quella borgata deserta,ventimilalire in tasca,un bisogno e un desiderio,il bisogno di sfamare la bestia che rosicchiava il suo cuore da dentro,il desiderio di incontrare qualcuno con cui dividere l'impresa di allungare di un giorno l'attesa,la speranza del giorno migliore,di quello scarto che cambia la vita.
Aspettava nell'afa che non scaldava i suoi brividi,solo lui e la sua pelle tesa e provata,su quel muretto la sua vita appoggiata,in modo distratto come fosse un impiccio,la sua esile ombra si allungava man mano che il tempo rosicchiava le ore,sputando i minuti come fossero semi d'anguria,la gente tornava dal mare abbronzata e rideva,lui sempre lì,aspettava la sera che stranamente tardava,la bestia ora feroce sempre da dentro che urlava...
Aspettava nell'afa che non scaldava i suoi brividi,solo lui e la sua pelle tesa e provata,su quel muretto la sua vita appoggiata,in modo distratto come fosse un impiccio,la sua esile ombra si allungava man mano che il tempo rosicchiava le ore,sputando i minuti come fossero semi d'anguria,la gente tornava dal mare abbronzata e rideva,lui sempre lì,aspettava la sera che stranamente tardava,la bestia ora feroce sempre da dentro che urlava...
sabato 18 aprile 2009
Senza Parole

In questo strano tempo ho voglia di ripubblicare alcune poesie
scritte all'inizio di questo Blog
forse perchè non ho nulla di nuovo da dire
o forse ho solo bisogno di accoccolarmi su pensieri che mi ricordano emozioni forti...
a tutti un saluto e il solito"beso".
Senza parole...
potrei riempirti lo sguardo ore ed ore
con tutto quello che le mie mani sanno fare
per come plasmano con forza la materia
o per come a volte
da sole annaspano nell'aria
Senza parole...
potrei riempirti la testa con i miei pensieri
usando solo gli occhi
raccontandoti le storie dei miei anni
con le rughe del mio viso
segnato dagli affanni
Senza parole...
potrei riempirti il cuore coi i miei sensi
col mio sentire il mondo
la notte il giorno
e tutte l'emozioni
ti sorprenderei
dicendoti le cose che non pensi
Senza parole...
con tutta la mia arte
senza sfiorarti con un dito
cercherei un varco
in mezzo alla tua pelle
per guardarti dentro...
rapito
e di nascosto
ascoltare in silenzio il tuo respiro
Senza parole infine...
strapperei il cielo con le mani
e ruberei due stelle
per scolpirci a forza
i nostri sogni
disegnarli sulla pelle
e quando avrò finito
le farò brillare come bombe
in mezzo a questo strano cielo
divenuto all'improvviso
più pulito.
venerdì 8 agosto 2008
IPOCRISIADI

Solo questa libertà ci concedono gli dei
sottometterci
al loro dominio di nostra volontà
e meglio è far così
poichè solo nell'illusione della libertà
la libertà può esistere
Nè in altro modo gli dei
sui quali l'eterno fato incombe
usano il loro intimo convincimento antico
chè libera e divina è la vita loro
Noi imitando gli dei
così poco liberi come essi nell'Olimpo
come chi sulla sabbia
innalza castelli per riempirsi lo sguardo
la nostra vita innalziamo
e gli dei sapranno esserci grati
di essere come loro.
Fernando Pessoa
venerdì 13 giugno 2008
Buon Compleanno

Il pensiero umido di una notte nera
pensiero strano...
stretto forte in una mano
pensiero folle di un 'inizio
pensiero in cima a un precipizio
e ti prende quel tremore
perchè non sai più come volare
ma ormai sei in moto
e non te la senti di tornare
allora...
chiudi gli occhi
ti dondoli un poco
e ti lanci nel vuoto
come Icaro senziente
precipiti in basso
nell'abisso del tuo cuore
dolcemente.
Questo era il mio primo post
scritto di getto,è passato un anno,pensieri,emozioni,forme
pensieri e contenuti
senza un motivo se non quello di esternare
e condividere con le anime narranti
di questo strano mondo fatto di parole....
domenica 4 maggio 2008
Tramonto de Maggio

strano sto cielo de maggio
lo guardo de sbieco
in mezzo a li palazzi
dar terazzo de casa
lo guardo e lui me fissa
da dietro n'antenna
fermando er tempo
che finalmente se rilassa
intanto
come invasate
le rondini guizzano impazzite
a caccia de insetti pè la cena
mentre er sole
accorcia l'ombra
de la coda de'n piccione
che s'atteggia da pavone
pè concquistà nà femmina
che je gira intorno
che fà vede e nun concede
come tutti l'esemplari de la specie
allora
abbasso l'occhi dar cielo
là in piazzetta
in mezzo alla folla
da sola na panchina
cò sopra un maschietto
e la ragazzina
se stringono e se baciano
ce stanno solo loro ar monno
e meno male
stà speranza
proiettata sur muretto
dar tramonto ambrato
perchè quanno riarzo lo sguardo
er cielo sè scurito
e zitto zitto
ha preso e se nè annato
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