lunedì 14 novembre 2011

Ricordati


ti regalerei la brina dei prati
e il vento secco che scivola dai monti
quello freddo del nord
che gela i pensieri
che ci chiude dentro la pelle
a ricordarci di noi
solo così
chiusi dentro da un brivido
sappiamo chi siamo
nel silenzio assoluto dei ricordi muti
le emozioni appese alla bocca dello stomaco
ferme lì a graffiarci come una gastrite
ci fermiamo a sentirci
ascoltandoci dentro
come un respiro in una caverna vuota
il rimbombo di una eco stracciato
ritorna
a rammentarci di ridere ancora
di noi e del dolore rappreso
perché la vita è un percorso infinito
non và corso di fretta
come chi
fredda il suo thè con un cubetto di ghiaccio
per non perdere il treno
e si beve un bicchiere di acqua tiepida
che non gli toglie l’amaro di bocca.

mercoledì 9 novembre 2011

Bella




Sei bella
molto bella
ma questo non ti basta
chinata su te stessa
severa
ti guardi sempre dentro
con i perchè e i percome della vita
che ti riempiono la testa
quante domande da quanto tempo chiedono risposta
eppure
quando in un lampo ti fermi
e i pensieri cadono per terra
come coriandoli impazziti sotto carnevale
volano via con una risata
esplodono in cielo,come fuochi di una festa
ed è allora,solo allora
che ti illumini davvero,per intero
e risplendi come un faro
in mezzo alla tempesta.

giovedì 29 settembre 2011

Anche Se


anche se
per un capriccio del destino
finisse domani il mio cammino
avrei negli occhi 
impresso
il tuo sorriso
le mie mani a cornice
sul tuo viso
e sul petto stretto 
l'abbraccio caldo a prepararti un sogno
vegliare in silenzio il tuo respiro
scacciando le ombre dal tuo sonno
finisse domani la mia storia strana
il rimboccarti le coperte
le darebbe comunque un senso
partecipare alla tua vita
un dono
che salda il credito infinito
che regala un senso al tempo
che mette pace
nel mio cuore inquieto.

martedì 27 settembre 2011

Da me a Te



Lo sai,io con te sono sempre stato un pò avaro di melensi giri di parole,ma oggi,o meglio proprio poco fá scartabellando stò cuore indurito ho trovato un ti amo che aspettava noi,ed è proprio quello che sento adesso,come fosse il primo volo a sfiorarti il cuore,riuscire a fermarsi un momento per ascoltare il vento bisbigliarti i suoi segreti raccolti lungo il viaggio che ha fatto per scoprirti,era questo in fondo quello che volevo dirti,stare insieme passeggiando lungo gli anni,a volte di corsa col cuore in gola altre in silenzio ad assaporare il tempo che abbiamo intorno,insieme noi non saremo mai soli,e io mi rialzeró sempre e spezzeró le lance dei nemici e le catene e mi troverai sempre lí al tuo fianco a circondarti il cuore a difendere i tuoi sogni baciando il tuo perdono perché sei te,la mia donna,madre dei miei figlie in mezzo al caos totale
sarai sempre te,il mio dolce semplice umile adorato Amore.





lunedì 1 agosto 2011

Sfogo Da Precario

Precario, momentaneo, temporaneo, passeggero, provvisorio, transitorio insicuro incerto, dubbio instabile problematico caduco, effimero, e poi malsicuro traballante revocabile,questi sono i sinonimi dal vocabolario e continuano con accezioni moderne come:a tempo determinato, licenziabile, lavoratore temporaneo; invece sempre dal vocabolario i contrari così rassicuranti come:durevole, sicuro, certo, indubbio, stabile fisso definitivo e poi, fermo bloccato fissato immobile irrevocabile e inamovibile,confermato! Dopo tanti anni la precarietà diventa uno stato interiore, la mancanza di equilibrio ti fa vivere in una continua tensione, rimani così, immobile per non cadere nell'abisso, non puoi fare progetti, né immaginare vacanze, perché ogni tre mesi per i più fortunati un anno, la tua vita lavorativa si interrompe,e non maturi nulla, tutto viene liquidato insieme alla tua dignità, ed è un sistema perverso che travolge tutto, gli affetti, le amicizie, persino le cose più ovvie ed elementari, come la cura dei denti,la salute o la crescita culturale tua e dei tuoi cari,seguire con cura la tua famiglia,i loro interessi,tutto viene meno in quanto ogni volta che inizi da capo sei azzerato,non hai mai il tempo o l'energia necessari a occuparti di tutto,vivi in una costante apnea respirando a pieni polmoni quando puoi poichè non sai mai quando emergerai ancora,aspettando che finalmente il tuo valore venga riconosciuto.

Dopo tanti anni di lavoro temporaneo, sembra quasi che la realtà è quella, ed è questa la follia, quando sei inserito in realtà lavorative grandi vedi i tuoi colleghi più fortunati con un contratto stabile, hanno un'energia diversa dalla tua, parlottano, sorridono, parlano di palestre, o di corsi di lingue, o della partita a calcetto,di vacanze,la normalità, tu invece, sei un lavoratore di serie B, i tuoi diritti apparentemente uguale ai loro lo sono solo sulla carta, ma nella realtà tu devi fare attenzione ad ammalarti, a farti male, devi sempre correre, devi sempre dare il massimo, devi sempre farti conoscere,farti apprezzare e non basta mai.

È così passa la vita,tre mesi per tre mesi, le tue bambine crescono,la tua fatica sempre maggiore, per poter assomigliare agli altri,avere quella sicurezza su cui investire mentre invecchi per qualcosa che è un tuo diritto invece devi sempre tribolare, a ogni scadenza di contratto con l'ansia che ti prende la gola ti stringe il cuore e non ti lascia. Credo che chi non vive questa situazione faccia fatica a capire, perché lavorare dovrebbe essere una cosa normale, non un bene che devi conquistare tutti i giorni che ha fatto Dio,ma un uomo sazio non potrá mai comprendere un'uomo che ha fame.

Io invece lo ringrazio Dio, per la forza che mi ha dato, per le mie bimbe, per mia moglie e la sua infinita pazienza, nel tirarmi su ogni volta che la mia autostima si frantuma contro l'ennesimo rifiuto l'ennesima faticosa illusione l'ennesima azienda che ti spreme come un limone, per poi magari sostituirti con un ragazzo al quale può proporre un contratto di apprendistato risparmiando sulle spese umiliandoti ancora.
Questa è l'Italia,il paese del lavoro flessibile che ha ingrassato gli imprenditori disonesti e ha svuotato i lavoratori meno fortunati o tutelati di tutta la loro dignità,che era e rimane la loro unica ricchezza e risorsa,questa è la nostra patria una madre che non amo più,diventata anzi un nemico da combattere.

sabato 30 luglio 2011

Vivere

Duro mestiere il vivere,dove haimè a poco serve la teoria se non a capire di quanti e quali corpi siamo composti delle loro esigenze desideri e bisogni,dopodichè la pratica infinita sul "campo" per scoprire e sperimentare con gioia e dolore la propria personale univoca e irripetibile resilienza,caduta dopo caduta,le risalite dalle quali cadere ancora e più si sale,e più veloce e rovinosa l'inevitabile caduta,nel mestiere di vivere si cerca l'equilibrio fra il salire e il cadere,che somiglia allo stare in bilico,cioè equilibrio precario e forse il segreto è proprio questo accettare la propria precarietà su questa terra,che tutta la gran fatica che facciamo,il correre divorando giorni mesi anni,consumando il nostro corpo più pesante e faticoso,non ha altro fine che liberarci di esso stesso,allora vorrei imparare meglio questo mestiere regalandomi giorni più lunghi e per quanto possibile più sereni.
Non ricordo chi scrisse l'aforisma:"vivere e cessare di vivere sono soluzioni immaginarie,la vera esistenza è altrove".... Non ne sono sicuro forse Rimbaud,ma sicuramente quell'Altrove è per ognuno diverso a seconda del suo credo o della sua assenza di credo,quindi sono tornato esattamente al punto di partenza....veramente duro il mestiere di vivere...

venerdì 29 luglio 2011

Accade a volte accade


Accade,raramente ma a volte accade,che ti guardi ti cerchi ma non ti trovi,non riconosci quello sguardo,come se dietro quegli occhi non ci fossi piú,un involucro vuoto
senza storia,senza odore,lo stesso odore che pure ti ha fatto compagnia nei periodi piú bui di assoluta e necessaria solitudine,senza ricordi,come uno strano assurdo limbo in terra,oltre la terra,dentro te,il nulla,neanche le ceneri di una Fenice o le briciole di Pollicino nessun segno che riconduca a te,eppure nel tuo presente così costante concreto solido non trovi un'appiglio,una nicchia sicura sull'abisso dove puntare un piede per l'ennesimo slancio verso l'alto,no questa è un'altra storia,questa è la vera morte e rinascita,il dolore vero è la resistenza che poniamo al cambiamento,il dolore puro della resilienza di questa anima stanca.
Alla fine è tutto qui,accettare senza passività il proprio cambiamento interiore rispetto alla vita,rispetto al modo di interpretare l'ennesimo passaggio su questa aspra terra.