sabato 8 dicembre 2007

A VOI


A voi
uomini di mondo
con le vostre storie patinate
confezionate ad arte
per ammaliarci dallo schermo
a voi
uomini senza fondo
col cuore perso
dentro un pozzo nero
a voi chiedo
ma si può morire di lavoro?
con la rabbia che mi sale
dalla pancia fino in gola
e gli occhi gonfi di stupore
a guardare quelle vostre facce
i menti furbi e aguzzi
le vostre gote lucide
quel collo gonfio
e la vostra fronte incipriata
mai bagnata di sudore
quello vero
di chi suda per mangiare
a voi chiedo ancora
state zitti per favore
rimanete fermi dove siete
nel vostro deserto senza ombre
sazi come jene
non comprenderete mai
un uomo quando ha fame
giocate alla vita
su isole sperdute
parlate di giustizia
sdraiati su divani di velluto
la vostra schiena sempre dritta
così lontana dalla terra
che il Signore così in basso ha posto
nascosti dietro un paravento
sentimenti di cordoglio
falsi come i vostri sguardi
che mi creano disgusto
senza più decoro
abbiate il coraggio del silenzio
e fate onore
a chi oggi ancora una volta
è morto di lavoro.

domenica 18 novembre 2007

Complesso Pensiero Perplesso


Mi rimangono negli occhi
stanchi
le tue parole spente
scivolate dalle labbra dure
dentro stanze disadorne

vuote
come baci rubati
all'ombra dei lampioni
di una notte diffidente

notte fredda e breve
troppo corta per essere bugiarda
notte furba
come il sorriso di una volpe
sazia

lacerante
come il ghigno di una jena
sanguina il mio abbraccio
fra le spine
delle tue domande
irriverenti

devastanti
come un fiume in piena
e il mantello delle mie certezze
si strappa
fra i rovi appuntiti
delle tue perplessità

delle tue carezze
divenute lame
taglienti
sulla mia pelle tesa

freddo il fiato corto
di questo tuo silenzio
che appanna il vetro opaco del sospetto

che trema sincero
come uno sguardo perso
dietro un finestrino
di un treno che parte
con un fischio sicuro

un sibilo beffardo
che lascia in terra
sparpagliata fra la gente
accalcata sui binari

i frammenti di una storia
indefinita
assassinata a sangue freddo
da questa tua paura

immaginata con pudore
ai confini incerti
e discreti
di questa nostra vita.

giovedì 8 novembre 2007

Ode d'Autunno


Adoro l'Autunno
strana stagione
di colori forti e pieni
contrasti e contraddizioni
intensi profumi
la terra sembra congedarsi dalla vita
foglie ingiallite
sui rami che divengono nudi
senza ombra sicura
tutto sembra fermarsi
quietarsi dopo il fragore estivo...
calma solo apparente
la natura invece ribolle
come il mosto che fermenta in cantina
quasi pronto per essere vino
magica metamorfosi
che ci delizia la gola
scaldandoci il cuore
i funghi tesi come molle
sotto le foglie nei boschi
pronti a scattare in avanti
regalando fortuna al nostro cammino
e le mattine di brina gelata
che si scioglie improvvisa
nel sole caldo di mezzogiorno
a ricordarci l'estate trascorsa
a scaldarci la vita
accompagnandoci verso l'inverno...
e in questo tempo
di vino e castagne
e il primo odore di fumo
che io mi innamoro
di un suono lontano
che caldo mi abbraccia
rubandomi il sonno
sirena d'autunno
m'incanta
il mio sguardo riposa
nella breve luce di un giorno
intenso e profondo
come gli occhi
di una donna che amo.

giovedì 1 novembre 2007

Donna


In questa notte misteriosa
non potevo esimermi
dall' omaggiare
con un opera grafica
la natura magica
dell'universo femminile...
femmina è l'aria
la terra
l'acqua
femmine le stelle
diamanti in mezzo al cielo
che per metà di diritto
ti appartiene
donna femmina
madre amica
amante antica
io ti amo
e ti dedico parole
perse dentro
l'immagine riflessa
su questa notte strana
dove tutto può accadere
la notte delle streghe...

lunedì 29 ottobre 2007

E Poi....


Poi
nel silenzio cupo
del giorno dopo
nel sottile rifiuto
del tasto di occupato
nell'attesa ironica
di un cellulare muto
guardi le tacche che misurano l'assenza
di chi ti gira intorno
ma non ti vuol parlare
e ti lascia lì da solo
con la tua storia da inventare
in una mano l'aria
e nell'altra una bilancia
per pesare le parole
nello spazio tiranno di un messaggio breve
dove devi condensare un emozione
raccontare questa tua tristezza lieve
niente di importante,è vero
ma sotto il velo del tuo tempo
dietro le quinte del palco
che hai montato sulla faccia
devi almeno provare
ad essere sincero
e la cosa ormai ti pesa
sei invecchiato
corri poco e giochi sul sicuro
con tattica a difesa
di quel poco che hai imparato
da tutti i calci presi
e gli schiaffi che hai ridato
nei giorni mangiati a morsi
delle storie divorate
che non saziano
quella strana fame
che rimane dentro a infastidire
questo cuore malato
bulimico d'amore
che si riempie
e si dilata
ma non riesce a vomitare.

giovedì 25 ottobre 2007

Babel


Come monade straniera
orfana di cielo
verbo muto
che diviene carne
planando sulla terra
con una danza lieve
fra le ombre della vita
vago
nello scorrere del tempo
diluito nelle storie
di sguardi appesi
a degli occhi stanchi
persi dentro facce spente
sui marciapiedi gravidi di gente
omologata dal consumo
nella Babele di sensi
e di parole
che divengono vociare
fisso
nel respiro il mio silenzio
supero il rumore
di questo mondo sordo
reso cieco dalla rabbia
imitando l'apparire
nell'illusione
di dare una forma alla sostanza
prego
con lo sguardo alto
dove vola la speranza.

venerdì 12 ottobre 2007

Insieme


Gocce d'oro colano dal cielo
sfiorando la curva dolce del tuo viso
in questo strano giorno
che non vuol morire
col sole all'orizzonte
appeso
muto ad aspettare
che tu finisca le parole
e cominci a respirare
questo nostro amore antico
impastato di vita
di gioia e di dolore
che rimane fermo mentre tutto gira
che rimane vivo mentre tutto il resto muore
che rimane scritto dentro
al cuore e nella testa
come la stupenda idea di un folle
nel silenzio del nostro starci accanto
con tutto quello che ci basta
nei giorni che cadono
come foglie secche
giù da un calendario
giorni lievi come passeri nel vento
altri duri e forti come la tempesta
nel poi che è divenuto ora
nel nostro andare avanti
insieme
come treni
senza più paura