venerdì 23 marzo 2012

Tardi


sento
nell’angolo amaro del mio tempo
 nella smorfia giovane a lato della bocca
un sapore strano
del tempo perso a fissare la speranza
mentre guardo
vite sbocciate e già disilluse
ciondolare ai lati delle strade
delle sere sciolte appena in un bicchiere
aliti marci di rabbia e di sudore
mescolati a forza
ghiaccio menta e limone
per dimenticare appena
quel presente gobbo
che non porta mai fortuna
e domani è un altro giorno
pensi
dondolando sui tuoi sensi
anestetizzati dall’alcol e dal rumore
che illudendoci
chiamano musica
ti strofini invano
a quel corpo li vicino
aspettando quella scossa
fra le gambe
in seno al tuo bacino
e con pudore provi a dare un nome
a quel bisogno
e battezzi colla saliva ed il sudore
un sentimento vago
credendo sia l’amore
negato dalla fretta
dal cercare invano
quella quiete nel tuo cuore
di moderno vagabondo
che giri all’infinito
orfano del mondo.

2 commenti:

Simonetta Simoncini ha detto...

affascinanti le vostre parole, relitti di energia primordiale che mi attraversano nel leggerle

Dani ha detto...

grazie del tuo farti attraversare..